Autori / Authors

Corrado Costa

Corrado Costa, disegno

Corrado Costa sono due fratelli. Portano entrambi lo stesso nome. Hanno la stessa data di nascita, anche se il cosiddetto “fratello” è nato, per prontezza di riflessi, nove anni dopo, all’insaputa della madre Maria Viappiani e alla presenza del maestro Moser. Quinta B. Scuole elementari Filippo Re. Prima fila a sinistra. Primo banco. Il maestro cattura una edizione in quadernetto a righe dell’inedito Rima in X e in Y. A voce alta e beneficio di tutta la classe sviluppa il tema della perdita di tempo (leggi: poesia) e della scarsa applicazione (leggi: letteratura). A sua difesa, Corrado Costa replica: «Sono di mio fratello». Nasce così, nella umiliazione e nella frottola, il fratello poeta a carico del fratello laureato in giurisprudenza. Da allora l’avvocato è sottoposto a vari interrogativi: «Cosa fa tuo fratello. Dove è. Come mai non si è fatto vedere. Addirittura: Hai visto cosa ha fatto. O: Spiegamelo tu, perché non ci capisco niente». La situazione si è fatta pesante. Il poeta scarica sul professionista umiliazioni, schemi, fatture e debiti in nero. Il professionista lavora e il poeta nulla facente vive felice, entusiasta e irriconoscente. Riferisce strabilianti notizie e avanza continue proposte del tipo: «Ho conosciuto Antonio Delfini (1962) e l’ho invitato a mangiare le anguille a Comacchio». E il fratello paga. «Fondiamo il gruppo dei poeti estensi, sotto l’egida di Ciro Menotti, contro i poeti di Parma». E il fratello paga. «Vado nel Gruppo 63. Vado a Roma per Quindici. Per il Caffè. Facciamo Malebolge». I costi salgono. Va bene, ma pubblicare, cosa si pubblica? Diciotto poesie per grazia di Vanni Scheiwiller (Pseudobaudelaire, 1964), un’altra ventina (Le nostre posizioni, Geiger, 1972), altre diciotto in USA (The Complete Films, Los Angeles-San Francisco, 1983). Tutto ciò per merito del fratello professionista, perché se era per l’altro saremmo ancora fermi alla proposta avanzata a Guanda nel 1950 del mai scritto Incontro in acqua con signora emergente. Date dieci poesie, la richiesta di altre trenta non è mai stata ottemperata. Adesso il poeta si lamenta e assume che ogni produzione successiva a Pseudobaudelaire va intesa come adattamento a scrivere “dopo” le improbabili poesie che era tenuto a scrivere “prima” di Pseudobaudelaire, in attesa che questo testo diventi attuale e contemporaneo. Intanto al festival di Cogolin (1984), dichiara: «Io non faccio niente, ma lo faccio lentamente». Ci si chiede: la biografia del poeta nasconde quella del professionista o quella del professionista nasconde quella del poeta? O si dà il caso, come sostengono in questo concordi due fratelli, che né l’uno né l’altro dei due abbia il cosiddetto diritto alla biografia? Di sicuro si sa che nella seconda edizione dello Pseudobaudelaire (Scheiwiller, 1986) il fratello professionista, richiesto dal poeta: «Fammela tu la biografia», ha così risposto all’editore: «Non si sviluppa tempo nel tempo della poesia. Scriva così: la poesia resta ferma. Per questo non mi oppongo alla seconda edizione di un testo del 1964. – Va bene. Va bene la mancanza di biografia, sempre lo stesso vuoto. Suo Corrado Costa, quello che le pare dei due».

Corrado Costa, Autobiografia

Corrado Costa - Avvocato - fotografato da Roberto Tizzi Corrado Costa poeta fotografato da Roberto Tizzi
Corrado Costa fotografato da Roberto Tizzi
 
 
Corrado Costa è nato a Mulino di Bazzano (PR) nel 1929 ed è morto nel 1991 a Reggio Emilia, città dove ha vissuto ed esercitato la professione di avvocato. Nei primi anni Sessanta stringe una duratura amicizia con Giorgio Celli, Antonio Porta, Nanni Scolari (allievo di Luciano Anceschi) e Adriano Spatola, coi quali fonda Malebolge, una rivista di letteratura d’avanguardia, parasurrealista. Più tardi entra nel Gruppo 63, esperienza che Costa sottolinea a ogni occasione, anche se resta ai margini del gruppo, considerato un dilettante d’ingegno. Dall’esperienza del Gruppo 63, la schiera di amici s’infoltisce con Nanni Balestrini (che lo introduce nell’ambiente del Verri, la rivista di Anceschi), Giulia Niccolai, Patrizia Vicinelli e Alfredo Giuliani (che lo invita a partecipare alla fondazione di Quindici). S’infoltiscono anche le riviste letterarie cui collabora: Nuova Corrente, Revolver, Tam Tam, Alfabeta, Cervo Volante. Numerose sono state anche le pubblicazioni, plaquettes spesso di un centinaio di copie, poemi inseriti in cataloghi di amici pittori, ecc.: Pseudobaudelaire (Scheiwiller, Milano 1964; 1986); Blanc, in collaborazione con Claudio Parmiggiani (id., 1968); L’equivalente (id., 1969); Inferno provvisorio (Feltrinelli, Milano 1971); Per una teoria delle ombre (La Nuova Foglio, Macerata 1971); Tre poemi flippers, in collaborazione con William Xerra (Studio Sant’Anna, Milano 1972); Invisibile pittura (Editrice Magma, Roma 1973); Santa Giovanna Demonomaniaca (id.); La sadisfazione letteraria (Cooperativa Scrittori, Milano 1976; coll. «Benway Series», Tielleci, Colorno 2013); La piedra colectiva — Canciones con movimiento, in collaborazione con Nanni Balestrini (Exit Edizioni, Forlì 1978); The Complete Films (Red Hill Press, Los Angeles 1983); Il fiume (Edizioni Vicolo del Pavone, Piacenza 1987).

Dall’Archivio Corrado Costa, Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia

Corrado Costa, La sadisfazione letteraria. Manuale per l'educazione dello scrittore Corrado Costa, Literary Sadisfaction. An Instructional Manual for Writers
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