Approfondimenti / Insights

La stufa a parabola + una nota su Ponge [Nazione Indiana]

da Francis Ponge, Pièces, Gallimard, 1962

Questo intero quartiere della città quasi deserto dove m’inoltravo non era che uno degli angoli monumentali della sua altissima muraglia minuziosamente lavorata, rosea al sole che tramonta.

Alla mia sinistra si apriva una via di case basse, secca e sordida ma inondata da una luce ammaliante, semi spenta. All’angolo, con l’albero un poco di traverso, si ergeva una sorta di giostra minuscola, non molto più alta di un piccolo pero, dove giravano diversi bambini uno dei quali indossava un maglioncino d’un puro color limone.

Si sentiva una musica, come il grattare ritmico di diversi violini, senza melodia.
Grandi avvenimenti erano nell’aria, imminenti, che avevano più dell’avventura intellettuale o logica che di circostanze di ordine politico e militare.

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§

 

Da Ponge nostro contemporaneo
di Andrea Inglese

[…]

3.

Ponge è, quindi, un nostro contemporaneo, e la sua lezione è particolarmente proficua, in quanto si ostina a considerare in modo non velleitario e nostalgico l’unità del gesto etico, estetico e conoscitivo. Quando celebra “l’eroismo della più piccola cosa”, ci ricorda la tristezza di cui è ampiamente intrisa la nostra vita fintantoché siamo incapaci di godere del mondo che ci circonda, e ne siamo incapaci perché ciechi a quanto è costantemente sotto i nostri occhi, prossimo e familiare, laddove le instancabili macchine pubblicitarie e dell’informazione popolano di fantasmi e chimere la nostra esistenza, la rendono dipendente dalle droghe dell’esotismo, la allontanano dalle piccole e più enigmatiche evidenze. Ponge è un nostro contemporaneo perché ci parla della felicità possibile, del posto preminente che dobbiamo restituire al mondo, della difficile riconquista della realtà terrestre: animale, vegetale, inorganica.

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