Approfondimenti / Insights

27 gennaio 2015. I bambini dell’Olocausto [Internazionale]

Il 27 gennaio è il giorno della memoria

Settant’anni fa, il 27 gennaio 1945, i soldati sovietici liberavano il campo di concentramento di Auschwitz. Le commemorazioni in tutto il mondo per ricordare le vittime dell’Olocausto.

Questo testo è tratto da Olocausto (1975) un poemetto di Charles Reznikoff, completato poco prima di morire. Reznikoff (1894-1976) è stato uno dei massimi esponenti del cosiddetto oggettivismo. L’intero poemetto è stato pubblicato nel 2014 dalla casa editrice Benway Series nella traduzione di Andrea Raos.

 

Bambini

1
Una volta, tra i convogli, ce ne fu uno di bambini – due treni merci
pieni.
I giovani che selezionavano gli averi di quelli portati alle camere a gas
dovettero spogliare i bambini – erano orfani –
e poi condurli al “Lazarette”.
Lì le SS li fucilarono.

2
All’ospedale arrivò un grosso camion a otto ruote
su cui c’erano dei bambini;
sui due rimorchi – camion scoperti – c’erano donne malate e uomini
sdraiati sul fondo.
I tedeschi buttavano i bambini nei camion
dal primo piano e dai balconi –
bambini da uno a dieci anni;
li buttavano nei camion sopra i malati.
Alcuni bambini cercavano di attaccarsi ai muri,
graffiavano i muri con le unghie;
i tedeschi però gridavano
e picchiavano i bambini e li spingevano verso le finestre.

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