Recensioni / Reviews

Visiting aliens [Alfabeta2]

Una recensione di Vincenzo Ostuni a

Quando arrivarono gli alieni. Parti 234-361
(Benway Series 9)

“Attraverso la scarsità, Bortolotti – che si è sempre definito narratore – accede a quell’allegoria, a quella diffrazione, a quel toglimento della narrativa che è la (sua) prosa breve; e tanto più la prosa breve di Quando arrivarono gli alieni. Parti 234-361 (Benway Series 9, Tielleci Editrice, 15 euro; contiene, sul verso, When the Aliens Arrived: Parts 234-361, la traduzione inglese curata da Johanna Bishop), «libro di fantascienza», certamente il suo più narrativo.”

“Probabilmente mossa dai postumi di «una catastrofe, di qualche forma di pandemia, di conflitto globale» (335), sulle sue astronavi «lunghe chilometri, sottili, storte come fili lanciati nell’aria» (342), si trasferisce sulla Terra per qualche tempo una stirpe di alieni umanoidi. Si tratta di presenze per lo più bonarie, silenziose, osservatrici, malinconiche, si direbbe angeliche – e alcuni dei paragrafi più belli sono proprio dedicati alla loro misteriosa, auratica, muta presenza: «Degli alieni il silenzio era profondissimo e lo sguardo non ci abbandonava per lunghissimi minuti, come se fossimo noi l’evento inaspettato, il dato incongruente in un quadro, fino a quel momento, sinistramente normale» (245; ma vedi anche, fra gli altri, 262 e 326; in 260 essi «ci accarezzavano» persino «il capo»). Raramente si accenna a loro aggressioni (332): nella gran parte dei casi, ci guardano e stanno zitti, del terribile silenzio di chi neppure pone un enigma, bensì lo è: «Nei pomeriggi più profondi, ci raggiungevano nei nostri salotti, nei corridoi in cui avevamo indugiato per abitudine, e ci facevano un gesto, un cenno senza futuro» (290).”

[continua la lettura]

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