Recensioni / Reviews/Traduzione / Translation

Rassegna di articoli e post sull’edizione italiana di «Zong!»

Articoli e commenti sul quindicesimo titolo uscito per Tielleci nella collana Benway Series.

Articoli

Tradurre l’errore, Mariangela Guatteri [«Tutte quelle cose», 19 novembre 2021]

Questa riflessione nasce dalla recente esperienza di traduzione di un capitolo del libro Zong! di M. NourbeSe Philip e si innesta su una serie di domande che da tempo mi pongo, soprattutto in relazione alle pratiche etiche-estetiche della Glitch Art e dellAsemic Writing, che sperimento da diversi anni.

La traduzione non è un pranzo di gala, Lorenzo Mari [«Pulp», 28 ottobre 2021]

La recente pubblicazione italiana in volume dell’autrice afrocanadese M. Nourbese Philip, ovvero di Zong! Come narrato all’autrice da Setaey Adamu Boateng per Benway Series / Tielleci, ha sollevato un dibattito sensibile sulla legittimità della traduzione che tocca decolonizzazione, editoria e politics oggi. Proviamo a capire perché.

Una traduzione molto impegnativa, Renata Morresi [«slowforward», 8 ottobre 2021]

Qualche tempo fa ho completato una traduzione molto impegnativa. Non ho lavorato per un compenso ma per inseguire il sogno di far riecheggiare in italiano un’opera ‘difficile’, che però offre la possibilità di riattivare una connessione vitale con la storia. Propone un processo di rimemorazione e consapevolezza che riguarda anche il presente.

Zong! Poema di una nave negriera, Annalisa Ambrosio [Doppiozero, 2 ottobre 2021]

Zong! sembra l’urlo di una guerra per gioco tra piccoli indiani o l’onomatopea per significare la caduta di qualcosa di molto ingombrante che pure rimbalza. Invece è il nome olandese di una nave negriera salpata dalle coste nordafricane nel 1781, otto anni prima della Rivoluzione francese e quasi due secoli prima di I have a dream. Il capitano della nave aveva fatto il chirurgo per tutta la vita, si chiamava Luke Collingwood, ed era molto malato. La nave era carica di centosettanta schiavi e doveva arrivare in Giamaica con un viaggio di nove settimane al massimo, ma impiegò quasi quattro mesi a causa di un’infilata di errori elementari di navigazione. Com’è ovvio le riserve di acqua e di cibo non bastavano per tutti quei giorni, così alcuni uomini del carico morirono di fame e di sete, ed altri centocinquanta furono buttati in mare.

Sulla Zong il carico umano era solo merce, Marina Vitale [«Leggendaria» n.149 agosto-settembre 2021]

La poeta canadese Marlene NourbeSe Philip usa frammenti di parole e cacofonia di voci in molte diverse lingue per restituire l’orrore di ciò che accadeva sulle navi negriere. Un testo arduo e doloroso.

Talvolta l’inatteso (e, aggiungo, l’inaccettabile): intorno alla traduzione italiana di “ZONG!”, Antonio Devicienti, [«La dimora del tempo sospeso», 18 settembre 2021]

Mi permetto di esprimere la mia totale solidarietà ai traduttori e a tutta la casa editrice che, ribadisco qui, hanno compiuto un lavoro di altissimo valore sotto ogni punto di vista possibile – vedo il loro lavoro, tra l’altro, come una tappa importante nella presa di coscienza del passato colonialista e razzista dell’Occidente che non pochi intellettuali, poeti, scrittori, traduttori europei stanno compiendo; avevo già affrontato la questione sul “diritto di tradurre”  …

«The Italian translation of Zong! must be destroyed!», Giulio Marzaioli, Mariangela Guatteri, Renata Morresi, Andrea Raos [«Benway Series», 18 settembre 2021]

Benway Series ha pubblicato a giugno di quest’anno la traduzione italiana di Zong! di M. NourbeSe Philip.
Benway Series ha regolarmente acquisito i diritti di traduzione da Wesleyan University Press e la pubblicazione è stata possibile anche grazie al sostegno del Canada Council for the Arts.
Quando ha ricevuto il libro, M. NourbeSe Philip ha espresso riserve tali da spingerla a chiederne la distruzione. Ha illustrato le sue ragioni e mosso accuse di razzismo in una serie di post pubblici sulla sua pagina Facebook; il primo in ordine di tempo è questo , ne seguono altri come questo.

Zong! [«Nuovi Argomenti», 10 agosto 2021]

Cinque poesie da “Zong!”

In cerca del linguaggio: su Zong! di M. NourbeSe Philip, Antonio Devicienti [«La dimora del tempo sospeso», Quaderni delle Officine, CIX, luglio 2021]

È in atto ormai da più decenni su scala planetaria un articolato e complesso dibattito intorno ai temi del colonialismo, del postcolonialismo e della decolonizzazione che ha dato vita e sta dando vita a opere saggistiche, narrative, poetiche, a incontri, seminari, studi multidisciplinari – è in atto un grande fermento, insomma, che non sempre sembra trovare in Italia la giusta eco.

La traduzione poetica: intervista a Carmen Gallo e Renata Morresi, Simona Menicocci [«La balena bianca», 22 luglio 2021

Simona Menicocci intervista Carmen Gallo, traduttrice della nuova edizione di The Waste Land di T. S. Eliot, uscita per Il Saggiatore a maggio 2021, e Renata Morresi, che ha tradotto Zong! di M. NourbeSe Philip appena pubblicato per le edizioni Benway Series.

Tra i post pubblicati su Facebook

Ranieri Teti, post del 26 novembre 2021

Viviana Fiorentino, post del 10 novembre 2021

Mariasole Ariot, post del 29 ottobre 2021

Rita Florit, post del 27 settembre 2021

Silvia Bortoli, post del 17 ottobre 2021

Gianluca Garrapa, post del 13 ottobre 2021

Andrea Inglese, post del 30 settembre 2021

Gianluca D’Andrea, post del 24 settembre 2021

Cri Bi, post del 23 settembre 2021

Jacopo Ninni, post del 22 settembre 2021

Francesco Brancati, post del 18 settembre 2021

Bianca Del Buono, post del 18 settembre 2021

Giovanna Gammarota, post del 18 settembre 2021

M. NourbeSe Philip, post dell’8 settembre 2021

Marilina Ciaco, post del 28 luglio 2021

Helena Janeczek, post del 20 luglio 2021

    Andrea Raos, post del 14 luglio