Libri / Books

Mariangela Guatteri, Tecniche di liberazione / Techniques de libération, Benway Series 10

Mariangela Guatteri, Tecniche di liberazione = Techniques de libération

Mariangela Guatteri,
Tecniche di liberazione = Techniques de libération.
Traduction française: Michele Zaffarano.
Colorno : Tielleci, 2017. – 152 p. : ill. ; 19,5 cm.
(Benway Series ; 10).
978-88-98222-32-2 : 15€


Anteprima del libro / Preview: It. Fr.
Richiedi il libro


È da quando ero un pischello che non provavo un innamoramento così per un libro. Son contento di averlo stampato io.

[Raffaello Gabbi]

Ho letto le tecniche e ne sono rimasto ammirato, l’oggetto-libro è meraviglioso, “prezioso”, e quello che dici – se ho ben compreso – lo quoterei in toto. Ma è il come, ovviamente: la purezza del come che mi ha stregato. Fermezza, lucidità e rarefazione. È un testo di cui è chiaramente difficile parlare. Se non fosse un modo ragionativo che non è quello del libro, direi che hai fatto un ulteriore passo avanti. Per tutti. Grazie.

[Alessandro Broggi]

Si legge, e ci si perde. È un continuo perdersi, ma anche un continuo inseguire, in mezzo a questi sfondi dove ci sono, sì tracce, ma anche neve fresca, ed è un continuo affiorare e ricoprirsi, ma soprattutto un continuo marciare, perché si capisce che la mente deve stare sveglia, e questo progressivo sforzo d’attenzione per trovare chiavi è lo sforzo atletico dell’andare avanti, del fare l’esercizio, e quindi ci si sente alla fine presi dentro una tecnica di cammino e di attenzione. Ma si è comunque persi. Si è persi ma l’attraversamento è stato fatto. Semanticamente spogli, ma non svuotati o annoiati o respinti. Si è entrati dentro.

[Andrea Inglese]

Nel suo noto Abecedario Gilles Deleuze afferma: «L’uomo imprigiona continuamente la vita, continuamente la uccide. L’artista libera la vita […] Liberare la vita dalle prigioni dell’uomo, questo è resistere». La liberazione cui Deleuze fa riferimento è dalle pratiche comuni che costringono l’individuo a restare chiuso in gabbie che egli stesso si è costruito attorno. Scopriamo così che il senso del resistere non è riferito a qualcosa o qualcuno che sta al di fuori di noi, piuttosto a qualcosa che è al nostro interno e che è formato da espressioni diverse, dove la compresenza dei linguaggi è inevitabile.
Allora, qual è alla fine il vero senso della libertà? Possiamo affermare che esso non esiste se non in relazione al senso di liberazione. In realtà non è tanto il concetto astratto di libertà che l’individuo dovrebbe allenarsi a perseguire, quanto quello di liberazione. Osservando le immagini contenute nel libro di Mariangela Guatteri è possibile vedere le fotografie con un occhio disgiunto da quello che legge le parole. Qui l’autrice non esegue una banale operazione di associazione tra immagini e testo, ci mostra viceversa due livelli che viaggiano su binari paralleli, essi non si incrociano ma l’equilibrio che si manifesta nel loro scorrere ravvicinato rappresenta proprio una di queste tecniche di liberazione cui l’autrice allude. I due elementi sono indipendenti eppure li percepiamo come fossero un Unico.

[Giovanna Gammarota. Il testo integrale su La balena bianca]

 

Note di lettura e anteprime a testo ancora inedito:
☞ Andrea Leonessa, Una nota su “La grammatica” – Prove d’ascolto #10 – Mariangela Guatteri, «Nazione indiana» 09/2017
☞ Pietro D’Agostino, Mariangela Guatteri. Tecniche di liberazione, in «Punto di Svista» 10/2013 (ora visibile su «Cultframe Arti Visive»

Annunci